IL LEONI KARATE TEAM SALE DI LIVELLO!
Il giorno 16/10/2010 a Follonica si sono svolti gli esami di graduazione.
Il M° Dino Ghelli ha ottenuto il 5° Dan insieme agli Asp.Allenatori Fabio Pignatti e Nicoletta Magnoni, mentre l’Asp.Allenatore Samuele Golinelli è passato 4° Dan. Agli esami erano presenti anche gli amici della palestra Budo Kwai di Ostiglia: l’Istruttore Maurizio Saravalli che è diventato 5° Dan e l’Allenatore Sandro Saravalli che ha ottenuto il 4° Dan.
Le prove d’esame comprendevano una parte teorica, in cui il candidato discuteva la tesi preparata, ed in una parte pratica, consistente nell’esecuzione di un katà con relativa applicazione (bunkai)
Per i 5° Dan il katà doveva essere di libera composizione.
I primi chiamati sono stati Dino e Nicoletta che, presentando lo stesso katà, sono stati interrogati e hanno eseguito katà e bunkai insieme, ricevendo le congratulazioni dell’esaminatore.
Poi è stata la volta di Fabio, arrivato a Follonica con tutta la famiglia, compresa l’ultima nata di un mese. Anche per lui interrogazione e poi buona esecuzione del katà con relativa applicazione insieme a Dino. Per ultimo è stato esaminato Samuele che ha esposto la tesi ed eseguito il katà in maniera soddisfacente nonostante l’emozione.
In complesso il livello dei nostri candidati è stato buono, con tesi centrate ed esaurienti e con katà semplici ed efficaci, senza inutili acrobazie, a volte controproducenti.
Fra il pubblico a sostenere gli esaminandi c’era il M° Marco Leoni – 6°Dan insieme all’Asp.Allenatore Alessio Rondelli ed al futuro Asp.Allenatore Andrea Bernardi che proprio il giorno successivo iniziava il corso per diventare Tecnico.
E’ stata una giornata veramente speciale, in cui si sono mischiate, ansia, incertezza, esultanza e soddisfazione, giusto per rimarcare che…..agli esami non ci si abitua mai!
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XXI CORSO INTERNAZIONALE RESIDENZIALE DI KARATE TRADIZIONALE
FOLLONICA 18-19 SETTEMBRE 2010
Il Leoni Karate Team ha partecipato alla manifestazione con il M° Dino Ghelli, gli Asp.Allenatori Nicoletta Magnoni, Francesco Sgarbi, Giulio Marchetti e il giovane atleta Enrico Giorio.
Come sempre la partecipazione è stata molto numerosa.
L’apertura dei lavori è stata preceduta da un minuto di silenzio in memoria di Carlo Henke, dopodiché sono stati presentati i docenti di tutti gli stili presenti: Shotokan, Shitoryu, Gojuryu e Wadoryu.
Per lo Shotokan, si sono susseguiti:
- Il M° Maurino, spumeggiante e ironico, coadiuvato dai suoi giovani atleti nel fornire spunti semplici ed originali per la costruzione del kata di libera composizione.
- Il M° Antonacci afflitto da problemi di sciatica, ma nondimeno chiaro, coinciso e preciso come sempre nel presentare un ampio numero di kata.
- Il M° Nekofar che ha illustrato le variazioni del kata Meikyo dal 1890 ai giorni nostri, proponendo agli allievi le cinque diverse esecuzioni.
- Il M° Gufoni che ha dimostrato come il karate si possa praticare a qualsiasi età, eseguendo tecniche di karate applicate a scontri reali.
Tutti i tecnici hanno posto in evidenza la necessità della corretta esecuzione della forma insieme alla fantasia nell’applicazione per far sì che il kata, da schema chiuso diventi “aperto” tramite il bunkai.
I tecnici presenti al corso in numero elevato hanno potuto avere conferme e chiarimenti sui programmi di graduazione. Sono state date informazioni utili sia per gli agonisti che per gli amatori che, essendo in maggioranza nelle palestre, necessitano di programmi specifici e della giusta attenzione.
Buona l’organizzazione dell’evento, tenuto conto della presenza al Palagolfo delle atlete nazionali di ginnastica ritmica.
UDITE! UDITE! UDITE!
Le lezioni presso la Palestra di Mirandola riprenderanno Mercoledì 15/09/2010 alle ore 18:30 con la lezione per i bambini.
L'orario rimarrà invariato:
LUN-MER dalle ore 18:30 alle ore 21:30
VEN dalle ore 19:30 alle ore 21:30
Per quanto riguarda le palestre di Novi e Bondeno comunicheremo l'inizio appena possibile.
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IL LEONI KARATE TEAM – POLISP. STADIUM OTTIENE UN OTTIMO PIAZZAMENTO AI CAMPIONATI REGIONALI DI KARATE
Il 14/02/2010 si è svolta a Forlì la fase regionale del Campionato Italiano Assoluto di Kumitè (combattimento) e Katà (stile).
Il LKT- Polisp. STADIUM ha conseguito un ottimo risultato nel Kumitè con il 1° posto di Stefano Leoni (Cat.Senior – Kg.70) ed il 2° posto di Francesco Sgarbi (Cat.Senior – Kg.60).
Stefano Leoni ha sostenuto 3 combattimenti, vincendoli tutti e conquistando la qualificazione per la fase Nazionale del Campionato Italiano. Nonostante la forma fisica non ancora perfetta ha avuto ragione degli avversari dimostrando grinta, strategia nel combattimento e mettendo a segno alcuni ottimi colpi. Francesco Sgarbi ha combattuto con la consueta classe, ma è stato penalizzato dalle decisioni arbitrali che, in alcuni casi, non hanno “visto” i colpi portati a bersaglio.
Successivamente ai campionati regionali si è tenuto il Trofeo Edera al quale hanno partecipato altri nostri atleti nel Kumitè:
- Martina Muntone 1° posto nella categoria Esordienti A (12-13 anni)
- Giada Garofalo 4° posto nella categoria Esordienti A (12-13 anni)
- Niccolò Bisi 2° posto nella categoria Esordienti B (14-15 anni)
- Carlo Marchetti 2 posto nella categoria Cadetti (16-17 anni)
- Sara Camurri 3 posto nella categoria Cadetti (16-17 anni)
Complessivamente un ottimo risultato che conferma il buon livello di preparazione dei nostri atleti.
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UDITE! UDITE!
Ripresa lezioni:
Mirandola: Lunedì 14/09/09
Bondeno: Martedì 15/09/09
Novi: Giovedì 01/10/09
Gli orari restano gli stessi
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IL LEONI KARATE TEAM PARTECIPA ALL’EUROCAMP 2009
Nella settimana dal 19 al 26 Luglio gli atleti Sara Camurri e Carlo Marchetti hanno partecipato all’EUROCAMP a Cesenatico.
Ad accompagnarli gli insegnanti Antonio Basaglia e Francesco Sgarbi.
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ASD Budo Kwai Karate Ostiglia,
esami in allegria
L'esame di karate, momento di verifica di se stessi di fronte ad altri, momento di conferma dei risultati raggiunti dopo mesi di lavoro, un piccolo spaccato di vita.
L'esame, momento importante ma, se seguito da un pranzo in compagnia, anche momento ludico e di conviviale aggregazione. È con questo spirito che, domenica 7 giugno, si sono riuniti nel centro polivalente di Pieve di Coriano, un centinaio di piccoli e grandi atleti con al seguito i loro familiari ed amici. Oltre 300 persone riunite all'insegna dello sport e dell'aggregazione, provenienti da tre diverse società del settore, la “Polisportiva Stadium” di Mirandola diretta dal M° Ghelli Dino, le Polisportive di Novi e Bondeno di Gonzaga dirette dal M° Marco Leoni, componenti del Leoni Karate Team, e “l'A.S.D. Budo Kwai” di Ostiglia diretta dal Dott. Maurizio Saravalli.
La manifestazione ha offerto a tutti i partecipanti spunti educativi consoni allo stadio evolutivo del praticante. I bambini e ragazzi hanno avuto modo di provare le prime esperienze di confronto e sfida, mediate da una metodologia pedagogicamente all'avanguardia, quale è quella proposta dalla Fijlkam, federazione di riferimento delle tre società sportive. Un modo per educare il fanciullo a non sfuggire il confronto, al gestire gli stati d'ansia, al vivere in modo sereno i propri stati evolutivi.
Per le fasce d'età superiori, vi è stato modo di dimostrare la propria passione nella disciplina praticata e l'impegno profuso nelle proprie sedi d'allenamento nei precedenti mesi. Non meno importante la performance effettuata da un atleta del progetto “Karate for All”, un modo “adattato” di fare Karate, la prova di quanto può essere poliedrica questa disciplina che possiamo definire educativo-ludico-motoria, se mediata da tecnici professionalmente preparati.
Non meno importante è il momento di convivialità seguito agli esami che ha permesso, a genitori ed amici, di con-vivere, quello scambio informativo che è alla base della socialità. Genitori che vivono le emozioni dei figli, figli che vivono i momenti ludici dei genitori, famiglie che si vivono.
L'ASD Budo Kwai coglie altresì l'occasione per complimentarsi pubblicamente dell'eccellente risultato dell'atleta Chahine Marwane, premiato nella giornata dei migliori, tenutasi a Ostiglia il 31/05/09, posizionatosi in vetta alla classifica, nella categoria ragazzi, nel “Gran premio Veneto giovanissimi Karate” nell'anno sportivo 2008.
Dott Maurizio Saravalli
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FESTA DELLO SPORT A NOVI DI MODENA
Il 6 Giugno il LKT ha dato spettacolo a Novi di Modena nell’ambito della festa della Polisportiva ANESER. Come sempre hanno iniziato i bambini a proporre le tecniche più semplici prima con l’uso del palloncino e a corpo libero per poi passare al Kata Gankaku, uno dei più difficli dello stile Shotokan.
Successivamente è stata la volta dei ragazzi che hanno eseguito il Kata Heian-Shodan con relativa applicazione (Bunkai).
La serata è terminata con l’intervista al Maestro Leoni che ha illustrato al pubblico gli aspetti salienti di questa disciplina.
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FESTIVAL DELLE ABILITA’ DIFFERENTI
Mercoledì 27 maggio 2009,
Carpi, palestra “La Patria 1879”, alcune persone diversamente abili ed i loro accompagnatori, nell'ambito dell'11a edizione del festival internazionale delle “Abilità Differenti”, si avvicinano ad una nuova proposta che possiamo definire ludico-educativo-motoria, il Karate.
Diversabilità ed attività ludico sportiva, un binomio inusuale in un paese ove è consuetudine abbinare il deficit al recupero.
La pratica del Karate, anche se adattato, può diventare un ottimo momento ludico in quanto possiede, come buona parte delle discipline marziali tradizionali, un alfabeto motorio costituito da una vasta gamma di azioni finalizzate, dalle quali possono originarsi una notevole quantità di esperienze ludico-motorie in grado di stimolare tutte le aree senso-percettive, coordinativo-motorie, ritmiche, condizionali e, non ultime quelle affettivo-emozionali del soggetto.
La pratica di queste attività, ed il conseguente ampliamento del proprio database motorio, richiedono inoltre un notevole impegno attentivo e cognitivo da parte del soggetto praticante, cosa che facilita la continuità dei processi di apprendimento. Attività che sollecitano la persona nella sua globalità, contesto sociale e spazio temporale compreso.
Nell'ambito del costituito laboratorio i tecnici, impegnati a proporre le varie attività, evidenziano la notevole poliedricità di questa disciplina. Un karate non solo in grado di adattare la persona a se ma anche e sopratutto di adattare se alla persona. Un prezioso strumento che si doti di una didattica pensata secondo i principi pedagogici, sa proporre preziosi stimoli ad un apparato elaborativo percettivo non sempre efficiente, con l'esplicita finalità di stimolare il soggetto a percepire l'ambiente che lo circonda e percepirsi come parte integrante di esso.
Ai soggetti partecipanti, dopo una lettura delle capacità residue, vengono offerte esperienze personalizzate, in grado di stimolarne un proprio vissuto psico-motorio, con conseguente rielaborazione del sé corporeo. Si sono così offerte esperienze multivariate, come il “semplice” rotolamento per i soggetti con minor motilità, attività che favorisce la percezione di un corpo che, massaggiato in tutta la sua superficie da un morbido tappeto, dona preziose sensazioni. Esperienze di coordinamento ritmico per quei soggetti con maggior capacità attentive e di deambulazione. Esperienze tratte dallo specifico bagaglio tecnico culturale della disciplina in oggetto, per quei soggetti poco “diversamente” abili.
In questa complessa proposta, si sono impegnati tecnici che hanno messo in campo tutta la loro professionalità nell'insegnamento della specifica disciplina, per poter garantire ai soggetti partecipanti ed ai loro accompagnatori, l'offerta di esperienze che lascino una profonda traccia nel loro vissuto. A seguito le figure professionali che si sono adoperate per la buona riuscita del laboratorio di arti marziali in seno a questa manifestazione internazionale.
Il M° Marco Leoni Dir. Tec. del Leoni Karate Team, il M° Ghelli Dino resp. del settore Karate della polisp. Stadium di Mirandola, l'allenat. Giorgio Barchiesi Assessore allo sport del comune di Carpi, l'allenat. Mossini Manuela del Leoni Karate Team, l'allenat. Basaglia Antonio resp. Settore giovanile del Budo Kwai Karate Ostiglia ed operatore nel progetto “Karate for All”, coordinati dal Dott. Maurizio Saravalli Pedagogista Clinico, Dir. Tec. del Budo Kwai Karate Ostiglia e del progetto “Karate for All”
Dott. Maurizio Saravalli
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KARATE FIJLKAM. PIOGGIA DI MEDAGLIE PER GLI ATLETI DELLA STADIUM
Domenica 10 maggio, nella Palestra Comunale di Castel di Casio ( BO ), si è svolto il secondo memorial “Ivano Aristidi” fase regionale dei Giochi Sportivi Studenteschi di Karate categorie bambini, fanciulli, ragazzi, esordienti A e B. Gli atleti agonisti della Polisportiva Stadium, allenati dai Maestri Marco Leoni e Dino Ghelli, hanno ottenuto ottimi risultati. Per la categoria esordienti B Bisi Nicolò ha vinto le prove di percorso, palloncino, stile e combinata conquistando così il titolo di campione regionale, al secondo posto un altro atleta della Stadium Bezzani Elia. Nella categoria esordienti A specialità palloncino terzo posto per Giorio Enrico, nel percorso è stato invece Arioli Davide a salire sul terzo gradino del podio. Infine, nella categoria ragazzi, Garofalo Giada ha conquistato la medaglia di bronzo nel percorso. Grande la soddisfazione dei Maestri Leoni e Ghelli che hanno dato appuntamento a tutti gli atleti qualificati alla fase finale dei Campionati Italiani che si terranno a Macerata nel mese di Novembre.
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01/05/09 - MEMORIAL PROVASI
Il ° Maggio 2009 a S.Prospero (MO) si è svolto il motoraduno San Prospero Memorial Provasi 2009, una manifestazione motociclistica alla quale hanno preso parte anche atleti del Leoni Karate Team. In uno spazio gentilmente messo a disposizione dall’organizzazione ragazzi di Mirandola, Novi e Bondeno si sono esibiti in pratiche di kumite, kata ed esercizi a corpo libero.
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PROGETTO GIOCO SPORT A SCUOLA – CESENATICO 16-17-18 GENNAIO 2009
Nel fine settimana 16-17-18 Gennaio si è svolto a Cesenatico l’8° Seminario Interregionale Progetto Gioco Sport a Scuola con il metodo e sotto la guida del Prof. Pierluigi Aschieri.
Il Seminario era rivolto a tecnici ed atleti, ospitati presso l’Eurocamp di Cesenatico.
I partecipanti, provenienti da tutte le regioni d’Italia, sono stati più di 400.
Lo scopo era quello di portare a conoscenza dei tecnici la strategia della FIJLKAM per promuovere l’insegnamento degli sport di combattimento all’interno della scuola dell’obbligo.
Per gli atleti si è trattato di 2 giorni di allenamento sotto la guida del Prof. Aschieri che ha proposto esercizi a corpo libero e con l’usa della palla cha avevano l’obbiettivo di sviluppare la rapidità e la coordinazione. A fine corso alcuni ragazzi si sono esibiti in una dimostrazione di esercizi a base di ruote e capriole, a tempo di musica, che hanno dimostrato le capacità che si possono sviluppare con il giusto allenamento.
Per il Leoni Karate Team hanno partecipato al seminario i tecnici Marco Leoni, Dino Ghelli, Antonio Basaglia, Mario Greco, Francesco Sgarbi e Nicoletta Magnoni. Gli atleti erano rappresentati da: Carlo Marchetti, Francesca Dalboni, Enrico Dalboni, Irene Cornacchini per la Polisportiva STADIUM di Mirandola e da Sara Camurri della Polisportiva ANESER di Novi di Modena
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ESAME PER PASSAGGIO DI CINTURA – GONZAGA 11/01/2009
Oggi si è svolto a Gonzaga l’esame per il passaggio di cintura (dalla gialla alla marrone) che ha coinvolto atleti provenienti dalle palestre di Mirandola, Novi di Modena, Bondeno di Gonzaga ed Ostiglia.
Hanno iniziato i bambini, che hanno partecipato numerosi, poi è stata la volta degli adulti.
La manifestazione si è svolta in modo veloce ed ordinato grazie all’organizzazione, come sempre impeccabile, dello staff composto dal M° Marco Leoni e dal M° Dino Ghelli validamente supportati da: Maurizio Saravalli, Gaetano Frignani, Cristina Comini, Antonio Basaglia, Alberto Visentini, Sandro Saravalli, Manuela Mossini, Francesco Sgarbi, Davide Ragazzoni.
Hanno inoltre validamente contribuito alla riuscita della manifestazione il Consigliere della Polisp. STADIUM Sig. Claudio Bondioli e l’inossidabile Sig. Alvaro Sgarbi – Cintura Nera 2° Dan – che proprio oggi compiva 64 anni.
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IL MAESTRO MARCO LEONI CONSEGUE IL 6° DAN
L'8/11/2008 Marco Leoni ha sostenuto l'esame per diventare cintura nera 6° Dan. L'esame consisteva in una prova scritta sull'organizzazione della Federazione e nella discussione di una tesi sul ruolo degli insegnanti di Karate nella vita civile ed economica.
Come sempre il M° Leoni ha saputo esporre alla commissione giudicante il suo pensiero in modo pratico e coinciso, ottenendo la meritata promozione al grado più alto raggiungibile tramite esame.
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Cari amici,
come sapete qualche settimana fa il M° Dino Ghelli e Nicoletta Magnoni sono andati in Giappone a vedere i campionati mondiali di karate.
Con loro c’era anche una ragazza, Silvia Sacchetti, cintura marrone con la passione per i Kata ed il giornalismo.
Qui trovate le sue impressioni sull’evento:
“Sono una cintura marrone di karate e quest'anno ho assistito ai Campionati mondiali tenutisi a Tokyo.
Scriverci sopra un articolo mi appare difficile, forse perché non ho ancora realizzato lucidamente l'esperienza.
Cercherò di comunicare quello che ho provato e ciò che questa occasione unica ha significato per me.
E' incredibile trovarsi davanti o addirittura accanto, seduti di fianco a te, la Battaglia, la Bottaro, la Piccolo; Valdesi, Maurino, Figuccio che chiacchierano scherzosamente come persone qualunque, e fanno battute in dialetto, e tifano lì con te per gli altri compagni della Nazionale. Tu offri loro del cioccolato, loro ti dicono una sciocchezza e tu ridi con loro. Fino al giorno prima li consideravi degli dei in terra, avevi i loro poster in camera, e quando li incontravi alle gare li fotografavi come fossero dei divi di Hollywood. È strano e irreale; non riesco a smettere di considerarli come dei miti e di riempire la memoria della fotocamera con loro foto, ma nello stesso tempo mi rendo conto che li potrò incontrare di nuovo alle gare e salutarli sapendo di esserci scambiati qualcosa. Anche solo per il fatto che ai mondiali a Tokyo, in Giappone a tifare per loro o con loro, io c'ero.
Ho scoperto un mondo che è enorme. Io, abituata alla mia vita circoscritta, anche se non chiusa, abituata ad aprire i miei orizzonti con le gare internazionali e con gli stage estivi dove mi trovavo di fronte personaggi del calibro di Luca Valdesi, il campione del mondo di kata, o di Stefano Maniscalco, campione del mondo di kumite, che vedevo come persone irraggiungibili, come miti posti al di là di un vetro; io, in questi quattro giorni di campionato ho avuto la possibilità di passare delle giornate seduta sugli spalti con gli atleti della nazionale; ho convissuto con loro dentro al palazzetto e ho condiviso con loro l'emozione del tifo, dell'attesa, della speranza, dello sconforto e della gioia. In un primo momento chiedevo loro l'autografo, stringevo loro la mano facendo complimenti ed ecco che partivano gli scatti della macchina fotografica dei miei amici; e subito dopo mi ritrovavo a commentare insieme a loro la gara, a chiacchierare di argomenti che oltrepassavano il karate, a fare battute come si fa con un amico.
Seduti tutti insieme sugli spalti, formavamo un'unica massa blu: pensandoci, mi saliva il battito cardiaco, ma mi è bastato un secondo per capire che per godermeli al massimo avrei dovuto dimenticare chi sono e quello che sono, per scoprire la loro persona, la semplicità che c'è sotto, la loro ironia e simpatia. Ho scoperto che Sara Battaglia ha una voce acuta e femminile, a volte un po' da bambina; mentre Luca Valdesi l'ha roca e granosa. Quando li idealizzi te li immagini in un modo tutto tuo, solo tuo; e non sai nulla di loro.
È stata un'esperienza surreale ma così concreta e totalizzante che mi ha rivoltata come un calzino. Mi sono trovata lì, in Giappone, ho pensato al mio piccolo mondo di casa, alla mia palestra, ai miei compagni, alle cose che ho e a quelle che so, e ho capito che quello che in quel momento ero e potevo essere, quello che stavo portando, non era altro che ciò che ero stata finora: ciò che avevo visto e ciò che avevo provato. Le mie esperienze e i frutti del mio sudore, quello che avevo imparato col corpo e quello che avevo visto girando. Ognuno porta con sé solo ciò che è. E quando mi sono trovata in un palazzetto così, in una dimensione così, che è ciò che di più alto posso trovare (un mondiale!) consapevole di essere lì in quel momento, seppur massimamente spaesata, mi sono sentita come inghiottita in un mondo enorme e denso, favoloso e spettacolare, ricco e stracolmo di energia; e il mio animo si riempiva così tanto che mi sembrava di esplodere.
Ho vissuto alcuni dei giorni più belli della mia vita. Sensazioni ed emozioni uniche e irripetibili. Prima Vincenzo Figuccio, poi Luca Valdesi che mi danno in mano per un momento la loro medaglia di bronzo; sedermi accanto a Viviana Bottaro a chiacchierare (dopo essermi presentata) e lo stesso accanto a Luca; dare "il cinque" a Valdesi, Maurino, Figuccio uscenti, e ancora sudati, alla fine di un Unsu spettacolare…
Ho vissuto, nell'attimo di una giornata, un'emozione incontenibile e sterminata. Qualcosa di troppo grande per essere chiamata "felicità", qualcosa di talmente nuovo e sconosciuto per poter essere definito con le parole di sempre. Tante persone, vedendomi, mi hanno detto: "Non te l'aspettavi eh?!". No. Non solo era impensabile per me che partivo da Bologna, ma non avrei potuto neppure desiderarlo perché era inconcepibile!
Sono rimasta sotto shock per 4 giorni, e in fondo lo sono ancora. Ripenso all'ultimo kata di Valdesi, in finale contro Diaz: un Gankaku che ha tolto il fiato a tutto il palazzetto. Non avrei mai immaginato di poter sentire un luogo affollato da migliaia di persone riempirsi di un silenzio perfetto. Durante il kata, si è sentito nitidamente suonare UN cellulare: e dava fastidio come può darlo al cinema. Il silenzio non era vuoto e muto: era pregnante, era carico di adrenalina e suspance. Era appassionato. Il Gankaku di Valdesi in quel momento faceva svanire qualsiasi differenza tra le nazionalità e le squadre, tutti in quel momento erano assorti dalla stessa sua concentrazione e riempiti della stessa assoluta bellezza.
Durante i mondiali ho vissuto, condiviso, assorbito così tante sensazioni, che alla fine di ogni giornata l'impressione più sintetica che sapevo esprimere era "TROPPO". Ho visto questo mondo per la prima volta, ho incontrato una marea di persone, mi è arrivata addosso una realtà nuova e incredibile. Ho pensato che la felicità è quando non te ne accorgi, di essere felice. La felicità è quando il tempo non esiste; o quando il suo passare è necessario a RENDERE il piacere che si sta vivendo. Come l'attesa, la curiosità, il batticuore... durante un kata, durante un incontro di kumite, durante il percorso di un atleta dei tuoi in gara. Poi tutto finisce, e subentra una nuova emozione, quella della consapevolezza che ti resterà dentro un ricordo bellissimo, un'esperienza impagabile e senza eguali. Ho spesso sentito, in Giappone, al Budokan (il palazzetto che ospitava i Mondiali), l'impotenza delle mie parole ad esprimere quello che stavo vivendo, l'incapacità di servirmi di esse per disegnare un fumetto. So che l'emozione più bella di quel momento è stata - e credo di aver trovato la parola perfetta per esprimerla - lo STUPORE. E di seguito, l'ammirazione, l'entusiasmo, l'eccitazione, la passione, l'energia. E ciò che di più semplice, enorme e impercettibile c'era in quel momento di vita: la LIBERTA'. L'esplodere della vita.
Una delle cose più sconvolgenti che mi sono arrivate addosso come una palla da bowling, è stata rendermi conto che non c'è differenza tra un regionale e un mondiale. Voglio essere chiara per non ricevere badilate in testa da chi ai mondiali ci è arrivato con sudore. Ogni gara è sempre una gara; e a qualsiasi livello si gareggi ci si devi impegnare sempre nello stesso modo, cioè al massimo. Ogni allenamento deve essere svolto mettendocela tutta, senza riserve, e quando si sale sul tatami è sempre un tatami sul quale bisogna fare il proprio kata o il proprio incontro al meglio. Questa scoperta mi ha trasmesso una gran grinta. È come se fosse un identico schema che si ripete ingrandendosi. Quello che sei che PUOI dare aumenta, ma ciò che DEVI dare rimane invariato: il massimo.
L'energia che si respirava ai mondiali, comunque, era pazzesca, gigantesca e vibrante. Gli altleti si allenavano e riscaldavano nelle quinte per raggiungere il podio più alto del mondo; e la tensione che si respirava era elevatissima. Tuttavia, era tensione produttiva, carica di positività.
Ho anche scoperto che il mondo del karate è un pianeta vastissimo e vivo, attivo, mobile. È formato da persone (atleti, tecnici, arbitri) con una grandissima e profonda esperienza. Io che ho sempre amato la "via della mano vuota" (kara=vuota, te=mano) come arte marziale e che sono sempre rimasta attaccata, nel mio cuore, al grande Maestro Gichin Funakoshi (il padre del karate moderno); ho imparato ad amare con la stessa intensità l'altro volto del karate, quello dello sport. Due volti che sono, in realtà, due aspetti complementari della stessa medaglia. Il karate è uno sport sano, completo (è stato dimostrato che è uno degli sport più completi che esistano), che ti permette di potenziare il tuo corpo e di allargare il tuo spirito espandendolo anche in profondità. L'allenamento nel karate non solo conduce a sviluppare una buona mobilità articolare e a incrementare la potenza del corpo; esso porta chi lo pratica ad avere consapevolezza di ogni minimo movimento del suo corpo, posizione e postura, così come una gestione elevatissima delle proprie possibilità fisiche e motorie. Non possiedo una laurea in Scienze Motorie e forse le mie espressioni non sono da manuale, ma il punto è che un karateka deve sapere esattamente com'è posturato e posizionato il proprio corpo anche ad occhi chiusi. Uno zenkutsudachi fatto bene va "sentito", non va "visto": il peso bilanciato in avanti al 75%, il ginocchio della gamba anteriore che cade sul dito medio del piede, l'anca chiusa o aperta, "amni, shomeni o yokoamni", il piede posteriore deve avere un'apertura di max 30°, ecc. Queste sono tutte cose che un karateka "sente" e non "vede". Inoltre, si acquisisce una capacità di controllo stupefacente di tutti i propri muscoli: il risultato è che uno non solo si ritrova incrementato nelle sue potenzialità, ma si sente anche meglio; sta bene con se stesso. Il karate è uno sport che richiede tantissimo impegno, ore e ore di allenamento, di fatica e sudore, e tanta perseveranza; ma che insegna a vivere bene. Sempre, e in tutti gli aspetti della vita. Insegna a godere della vita tramite il corpo, e tramite una mente rilassata, pulita e liberata. Le virtù forse migliori e secolari che questo sport e quest'arte hanno insegnato sono state l'umiltà, la cortesia e il rispetto. Credo siano i concetti fondamentali della via della mano vuota. Funakoshi, nel suo "Karate-Do. Il mio stile di vita" (1975), scriveva: "Evitate la presunzione e il dogmatismo. Chi si vanta in toni altisonanti o cammina con sussiego per la strada come se fosse sua non meriterà mai il vero rispetto anche se fosse effettivamente molto bravo nel karate o in qualche altra arte marziale. È anche più assurdo ascoltare l'auto-esagerazione di un incapace. Nel karate è generalmente il principiante che non può resistere alla tentazione di vantarsi o darsi delle arie; così facendo, egli disonora non solo se stesso, ma anche l'arte che ha scelto."
Praticando il karate si impara che nessuno può ritenersi abbastanza superiore a un altro da negargli il proprio aiuto; che si ha bisogno dell'ausilio e della cooperazione degli altri, e che una critica è l'elemento più prezioso per crescere e migliorarsi. Qualsiasi consiglio è da apprezzare e considerare, sia che provenga da qualcuno più in alto o più in basso di noi: perché c'è da imparare ovunque, sempre e da tutti. La cintura, certe volte, come dice il mio Maestro, serve solo per tenere su le braghe (o meglio, in realtà, per tenere ben allacciato il gi). Si assimila che il karate inizia e finisce con il saluto e questo vale poi per qualsiasi rapporto umano. Si apprende che la perfezione può essere raggiunta solo asintoticamente, cioè ci si può solamente avvicinare ad essa all'infinito, senza però mai toccarla: perché quando pensi di essere arrivato in cima, scopri che c'è sempre qualcuno più bravo di te.
Il karate è in fondo proprio uno stile di vita, come sostiene Funakoshi.
Bisogna godere dei propri successi, ma non crogiolarsi in essi: non c'è tempo, ogni merito va riconquistato giorno per giorno. È questo il segreto per mantenersi vivi, e per dare sempre il meglio di sé. E non solo sul tatami.
Silvia Sacchetti